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LE CUCINE DI ALMODOVAR

Colore e design negli ambienti della convivialità

LE CUCINE DI ALMODOVAR

“La cucina: non è destinata solo a nutrire. Si vorrebbe far perdere l’abitudine di mangiare in cucina, eppure tutti si ritrovano sempre lì: ci vanno per scaldarsi o semplicemente per parlare con chi fa da mangiare…” D. Caprioglio. All’interno della casa la cucina è uno spazio di forte valore simbolico: è il cuore della casa, luogo di condivisione e intimità: non solo usata per preparare cibi ma anche per creare legami.

Per gli amanti di Almodovar le sue cucine sono luoghi iconici, cosa le caratterizza tanto?

Le cucine dei film di Pedro Almodóvar sono i luoghi di incontro e di scontro dei suoi personaggi; grandi, colorate, cariche di oggetti evocativi. Mescolano tradizione e modernità.

L’elemento distintivo è la ricchezza e la vivacità dei colori. Dominano quelli pieni e accesi: il rosso ricorrente, il blu/verde in varie gradazioni e il giallo intenso; accostati a contrasto creano una sensazione di energia e tensione soprattutto quando l’abbinamento prevede colori primari che si richiamano l’un l’altro costituendo una struttura dinamica di attrazione e repulsione reciproca.

L’abbondanza di decorazioni e di stampe e l’eclettismo ornamentale sono la seconda caratteristica; i pavimenti decorati con mattonelle artistiche tipiche dell’inizio del 900 (le cementine) sono abbinati alle piastrelle in ceramica a parete di piccolo formato con tinte piene e lucide e disegni optical tipiche degli anni ‘70/’80; gli oggetti del design contemporaneo si combinano con arredi ‘icone’ del secolo scorso ed elementi vintage.

Cosa raccontano queste cucine?

I piani di lavoro spaziosi e gli ampi tavoli centrali raccontano dell’importanza della preparazione del cibo che diventa un’occasione per condividere momenti e ricordi; i colori intensi raccontano gli stati d’animo e le emozioni intense che emergono in questi momenti di condivisione; i tanti e vari oggetti esposti e le decorazioni raccontano della libertà di esprimere il proprio gusto, ma anche la propria identità, oltre ogni schema imposto dalle convenzioni.